domenica, 01 giugno 2008 - 19:41
Musica alta, anime che si agitano nella notte, la spensierata incoscienza dei sedici anni. Poi due occhi chiari e una sigaretta che brucia lentamente. Le porte di un camion che si aprono, un corpo che viene spinto dentro a forza e il respiro di un altro uomo, nel buio. Per Davide, adolescente di buona famiglia, il destino ha scelto una nuova vita, senza possibilità di ritorno. Le regole per sopravvivere più a lungo possibile sono poche e ben precise. Ci sono degli incontri: chi perde muore. Sei un cane da combattimento e come tale devi comportarti: niente domande, ubbidienza cieca. Smetti di pensare alle persone nella loro totalità, scorporale in pezzi e ricorda che le lacrime sono liquidi e i lamenti suoni. Usa la testa, meno colpi possibili ma ben inferti. Tieni a mente che l’amicizia è un errore e l’affetto una debolezza. Paola Barbato –al suo secondo romanzo dopo l’ottimo Bilico- chiama in causa Macbeth e Fight Club, racconta la violenza più cieca intrecciandola al legame viscerale che unisce Batiza (il nome d’arte di Davide) a Minuto, colui che da Padrone diviene Mentore e poi Padre. Un uomo perennemente assorto che il lettore, così come Batiza, impara inspiegabilmente a stimare come figura di riferimento, come se la brutalità sfumasse in un’idea più grande: la fedeltà che sopravvive anche quando si è andati talmente oltre da non ricordare più chi si è stati. Sullo sfondo di un noir psicologico di raro fascino, giacciono l’ombra del potere impalpabile che commercia in morte e uno stuolo di curiosi morbosamente perversi in stile Eyes Wide Shut. Pagine servite da una scrittura dolorosa e tagliente, a lasciare spazio ad una tele immacolata da plasmare e riempire, quella di Batiza, purosangue dal volto d’angelo, la cui disperazione iniziale si fa rabbia per risolversi in spirito di sopravvivenza, in sopportazione del dolore e in sfruttamento delle opportunità. A mani nude, trattenendo l’ultimo barlume di emotività per infrangere tutte le regole, una sola volta, per (un) Minuto.


Carlotta Vissani per "Mucchio"
Paola Barbato - Mani nude
in: positive, pubbliche
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